Due settimane senza Internet sullo smartphone: cosa succede alla nostra mente?

Due settimane senza Internet sullo smartphone: cosa succede alla nostra mente?

Siamo abituati ad avere il mondo a portata di mano. Messaggi, notifiche, social network e notizie ci accompagnano continuamente. Ma che cosa accadrebbe se, per due settimane, interrompessimo l’accesso a Internet dal nostro smartphone?

Uno studio pubblicato nel 2025 su PNAS Nexus ha provato a rispondere a questa domanda. Ai partecipanti non è stato chiesto di rinunciare al telefono: potevano continuare a telefonare e inviare SMS e utilizzare Internet dal computer. Per 14 giorni, però, lo smartphone non poteva collegarsi alla rete.

I risultati sono stati interessanti: sono stati osservati miglioramenti nel benessere soggettivo, nella salute mentale e nella capacità di mantenere l’attenzione. Il 91% dei partecipanti ha mostrato un miglioramento in almeno uno di questi ambiti.

Particolarmente significativo è stato il dato sull’attenzione sostenuta: il miglioramento osservato era di un’entità paragonabile alla differenza associata a circa dieci anni di età. Questo non significa che il cervello “ringiovanisca di dieci anni”, ma suggerisce quanto la connessione continua possa influenzare le nostre capacità attentive.

Durante l’esperimento le persone hanno trascorso più tempo nelle relazioni dal vivo, nell’attività fisica e a contatto con la natura, riportando anche una maggiore sensazione di autocontrollo e una migliore qualità del sonno.

Da un punto di vista cognitivo-comportamentale, il problema non è lo smartphone in sé, ma l’automatismo con cui impariamo a controllarlo. Ogni notifica, messaggio o nuovo contenuto può diventare un piccolo rinforzo che ci spinge a ripetere continuamente lo stesso comportamento.

Forse, allora, non dobbiamo eliminare la tecnologia dalla nostra vita, ma recuperare la capacità di scegliere quando utilizzarla.

La sfida proposta dallo studio è semplice: 14 giorni senza Internet sullo smartphone, mantenendo telefonate e SMS e utilizzando il computer quando necessario.

Due settimane per osservare che cosa accade alla nostra attenzione, al nostro umore e al nostro modo di stare con gli altri. E, soprattutto, per tornare a chiederci: sono io a scegliere quando prendere il telefono o ormai lo faccio senza nemmeno accorgermene?

Riferimenti Bibliografici:

  • Castelo N., Kushlev K., Ward A. F., Esterman M., Reiner P. B. (2025), “Blocking mobile internet on smartphones improves sustained attention, mental health, and subjective well-being”, PNAS Nexus.

Autore/i dell’articolo

Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. Fondatrice e Direttrice dell’Istituto A.T. Beck per la terapia cognitivo-comportamentale di Roma e Caserta. Certified Trainer/Consultant/Speaker/Supervisor dell’ACT (Academy of Cognitive Therapy). Membro del Beck Institute International Advisory Committee di Philadelphia. È Fondatrice e Presidente della Onlus Il Vaso di Pandora. La Speranza dopo il Trauma (www.ilvasodipandora.org). Socio Fondatore e Vice Presidente di CBT-Italia. Insegna da anni protocolli Mindfulness Based (MBSR, MBCT, Mindful eating, ecc.) È Mindfulness Yoga Teacher ed Expert Yoga Trauma Teacher certificata CSEN e Yoga Alliance®. È autrice di numerosi libri, capitoli di libri e pubblicazioni.
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