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L’efficacia della mindfulness su ansia e stress lavoro-correlato tra i professionisti della salute: il modello IARA

stress lavoro-correlato

Photo by Christopher Burns on Unsplash

L’Accordo Europeo sullo stress lavoro-correlato del 2004 definisce lo stress come una condizione che può essere accompagnata da malessere o disfunzioni di natura fisica, psicologica o sociale, accomunate dalla percezione che l’individuo ha di non essere in grado di far fronte alle richieste o alle attese riposte dagli altri nei suoi confronti. Lo stress, se temporaneo, non è da considerarsi patologico, perché ogni persona possiede le risorse necessarie per gestire le richieste della situazione, ma nel caso in cui la condizione stressante induca uno stato di tensione che si prolunga nel tempo, possono esserci ripercussioni dal punto di vista fisico (malattie cardiovascolari, disturbi muscolo scheletrici), psicologico (ansia, depressione, disturbi del sonno) e lavorativo (assenteismo, aumento di infortuni, scarsa efficienza). Lo stress lavoro-correlato può potenzialmente colpire ogni contesto lavorativo e ogni lavoratore poiché le cause sono ascrivibili a diversi aspetti connessi con l’organizzazione e con l’ambiente di lavoro.
Un sondaggio recente condotto dall’EU.OSHA (Agenzia Europea per la sicurezza e la salute sul lavoro) ha rilevato che circa il 50% dei lavoratori considera lo stress lavoro-correlato come un problema comune a diverse posizioni lavorative e contesti. Tra i fattori più frequentemente associati allo stress vengono indicati: le riorganizzazioni aziendali, l’insicurezza lavorativa, gli orari di lavoro eccessivi, il carico di lavoro sproporzionato, le molestie e le violenze sul lavoro. Al contrario la percezione positiva dell’ambiente di lavoro si associa a miglioramenti delle prestazioni lavorative, del benessere psico-fisico e dello sviluppo personale del lavoratore.

I professionisti della salute sono una delle categorie di lavoratori maggiormente sottoposte a tassi eccessivi di stress lavoro-correlato. Oltre alle gravi ripercussioni personali ed economiche, elevati livelli di stress correlato al lavoro tra i professionisti sanitari possono avere un impatto negativo anche sulla salute del paziente, sulla relazione di cura, sulla qualità dell’assistenza fornita e sugli errori medici.

In Italia il quadro normativo attualmente in vigore, costituito dal d.lgs. 81/2008 e s.m.i., obbliga i datori di lavoro a valutare e gestire il rischio di stress lavoro-correlato al pari di tutti gli altri rischi. Per questo motivo vi è un crescente interesse verso protocolli di intervento ed approcci che usano differenti tecniche per supportare le organizzazioni ed i lavoratori, migliorare il loro benessere e ridurre l’impatto dei fattori di stress, aumentando le competenze a disposizione dei lavoratori per gestirli.

L’analisi della letteratura di riferimento ha rilevato che la terapia cognitivo-comportamentale e gli interventi basati sulla mindfulness sono approcci efficaci nella gestione e nella riduzione dello stress lavoro-correlato. In particolare la mindfulness è caratterizzata da un’attenzione consapevole e non giudicante al momento presente, favorendo l’accettazione di esperienze, pensieri, sentimenti e sensazioni (Strauss et. al., 2018).

Lo studio

Uno studio, condotto da Barattucci e colleghi, ha testato l’efficacia del modello IARA basato sulla mindfulness nel migliorare lo stress percepito, l’ansia e la disregolazione emotiva tra gli operatori sanitari (medici, infermieri e assistenti sanitari).

Il modello integrato IARA (acronimo traducibile in: incontro, alleanza, responsabilità e autonomia) si pone l’obiettivo di promuovere lo sviluppo della persona con una piena consapevolezza nel qui ed ora, adottando un approccio olistico.

Studi precedenti hanno dimostrato l’efficacia del protocollo IARA su diversi campioni clinici (pazienti con ostruzione polmonare cronica, reflusso gastroesofageo e altre patologie) che, una volta terminato l’intervento basato sulla mindfulness, riportavano riduzioni significative della malattia, del dolore percepito, dell’ansia e dell’impatto della patologia sul benessere in generale, migliorando, allo stesso tempo, la qualità della vita.

Barattucci e colleghi hanno utilizzato per la prima volta il modello IARA su un campione non clinico, selezionando 295 professionisti della salute che svolgevano la loro attività in diversi reparti ospedalieri (oncologia, medicina generale, neurologia, chirurgia generale, gastroenterologia, ortopedia, traumatologia, urologia, otorinolaringoiatria, pneuomologia e professionisti dell’assistenza domiciliare).

La formazione IARA consisteva in 4 incontri della durata di 8 ore durante i quali si lavorava sull’ascolto, l’accettazione positiva e incondizionata di se stessi e degli altri e l’educazione alle emozioni (riconoscimento e tecniche di regolazione). Venivano, inoltre, proposti esercizi di mindfulness per consentire ai partecipanti di rivolgere l’attenzione alla respirazione e ai pensieri emergenti come primo passo per migliorare la consapevolezza e la capacità di restare nel qui ed ora.

A tutti i partecipanti, prima di cominciare il protocollo IARA e a 6 mesi dalla fine, è stato chiesto di compilare i seguenti questionari:

  • Zung Self-Rating Anxiety Scale per misurare il livello di ansia,
  • Scala di regolazione delle emozioni (DERS-36) per valutare i livelli tipici di disregolazione delle emozioni,
  • Scala di stress percepito (PSS) per misurare la percezione dello stress,

I risultati hanno mostrato che i partecipanti riportavano riduzioni significative delle difficoltà emotive, dell’ansia e dello stress percepito rispetto al campione nella condizione di controllo. Inoltre, non è stata rilevata alcuna associazione tra le caratteristiche demografiche (genere, istruzione, età) e i livelli di ansia, stress o difficoltà emotive.

I risultati dello studio condotto da Barattucci e colleghi sono in linea con la letteratura scientifica, confermando i benefici degli interventi basati sulla mindfulness sul benessere dei lavoratori, sulla capacità di regolazione delle emozioni, sull’ansia e sullo stress.

Dunque, risulta fondamentale per le aziende non solo rilevare i fattori di stress lavoro-correlati ma anche proporre ai lavoratori degli interventi che possano essere efficaci nel migliorare il modo in cui i lavoratori affrontano questi stessi fattori. 

Riferimenti

  • Barattucci, M., Padovan, A. M., Vitale, E., Rapisarda, V., Ramaci, T., & De Giorgio, A. (2019). Mindfulness-Based IARA Model® Proves Effective to Reduce Stress and Anxiety in Health Care Professionals. A Six-Month Follow-Up Study. International journal of environmental research and public health16(22), 4421.
  • Strauss, C., Gu, J., Pitman, N., Chapman, C., Kuyken, W., & Whittington, A. (2018). Evaluation of mindfulness-based cognitive therapy for life and a cognitive behavioural therapy stress-management workshop to improve healthcare staff stress: study protocol for two randomised controlled trials. Trials19(1), 209.
  • https://osha.europa.eu/it

Autore/i dell’articolo

Rita Massaro
Psicologa, iscritta all’Ordine degli Psicologi della Campania dal 27/01/2020 n° 8632. Svolge il ruolo di Research assistant occupandosi di raccolta dati nell’ambito di progetti di ricerca con il Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi della Campania. Collabora con l’Istituto Beck come tutor d’aula presso la sede di Caserta. Ha preso parte a progetti di prevenzione del disagio giovanile presso scuole primarie superiori e scuole secondarie del territorio. Ha svolto attività di tirocinio presso il servizio Materno Infantile dell’ASL di Caserta e un Centro di riabilitazione neuromotoria per minori.
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